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Biblioteca: tetto colabrodo, servono 394.000 euro per rifarlo

Cecina: infiltrazioni di umidità anche dal pavimento nell’edificio inaugurato nel 2001. La soluzione prevede l’installazione di una doppia guaina sulla copertura. di Manolo Morandini

CECINA. "Ci piove da sempre". Lo dice a mezza voce. Il luogo impone il silenzio come regola, ma a tutto c’è un limite. E per lui i confini sono saltati da tempo. Via Pasubio, nell’edificio che accoglie la biblioteca comunale, da un tavolo della sala lettura il nostro Cicerone ci mostra i segni dell’umidità che sale dal pavimento e si fa spazio anche dal soffitto. Un colabrodo, nonostante dall’inaugurazione della struttura siano passati solo 14 anni e per tirarla su siano serviti poco meno di 2 milioni di euro, all’epoca circa 4 miliardi di lire. Adesso, per rimediare, il Comune di Cecina prova a correre ai ripari e vara un piano in due stralci per i lavori di riqualificazione della biblioteca. Lo studio di fattibilità prevede una spesa di 394.310 euro. Ovvero: un quinto di quanto è stato speso per costruirla. Ma sui tempi dei lavori non c’è ancora una data in calendario.
Sono serviti sette anni prima che il cantiere potesse prendere forma, nel 1998, e qualche ritardo nel completamento dell’opera, inaugurata dopo una serie di previsioni sconfessate nel dicembre del 2001 dall’allora sindaco Paolo Pacini. Ma fu sufficiente qualche mese dall’entrata in esercizio per scoprire che l’acqua filtrava dal tetto e anche dalle fondamenta. In questi anni si è andati avanti con rattoppi e operazioni di ritinteggiatura. Adesso non è più possibile.

Una struttura di oltre 1.000 metri quadrati che al di là dei problemi di costruzione e delle polemiche si è rivelata un investimento azzeccato. Un punto di riferimento per studiare, consultare libri e riviste, il materiale multimediale, navigare nel web. Difficile trovare uno spazio libero per sedersi sia nella sala lettura che negli spazi per lo studio. Un luogo d’incontro trasversale, dai bambini delle elementari agli studenti universitari.
Che cosa c’è che non va? Le chiazze di umidità a un palmo dagli scaffali dei libri. Alcune si mostrano in tutta la loro evidenza, altre affiorano nonostante lo strato di vernice recente. Anche a due passi dal bancone del personale, poco sopra il battiscopa l’intonaco porta i segni dell’acqua che risale dalle fondamenta. Stessa cosa nelle altre stanze. Ma soprattutto a non andare è il dover spendere per una manutenzione di un edificio che non è ancora maggiorenne.

Anche dall’esterno la biblioteca comunale sembra più vecchia di quel che è. Ci sono i segni dell’umidità che rompono l’andamento cromatico delle piastrelle in ceramica del rivestimento. Specie in corrispondenza dei pluviali, che più di una volta sono rimasti intasati dagli aghi dei pini, con i conseguenti ristagni d’acqua sul tetto. E poi ci sono i segni di una mancata manutenzione minuta. Come spiegare altrimenti l’erba che spunta a ciuffi rigogliosi dai tombini e tra le piastrelle lungo il perimetro del marciapiede, a ridosso dell’edificio. E quei buchi che denunciano un pavimento costruito sul nulla. Su dei vuoti che con il tempo vengono colmati dalla rottura delle piastrelle che avrebbero dovuto fare da pavimento.


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